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20 Marzo, 2020

Sospensione mutui, leasing e affidamenti bancari (emergenza COVID-19)

L’art. 56 del D. L. n. 18 del 17 marzo 2020, titolato “Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di COVID-19”, prevede che le microimprese e le piccole e medie imprese come definite dalla Raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003 , aventi sede in Italia, possano avvalersi dietro comunicazione, in relazione alle esposizioni debitorie nei confronti di banche, di intermediari finanziari previsti dall’art. 106 del d.lgs. n. 385 del 1° settembre 1993 (Testo unico bancario) e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia, delle seguenti misure di sostegno finanziario:

  1. per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
  2. per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
  3. per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

La comunicazione prevista deve essere corredata della dichiarazione con la quale l’impresa autocertifica ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000 di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

Le misure di sostegno sono riservate alle Imprese le cui esposizioni debitorie non siano, alla data di pubblicazione del 17 marzo 2020, classificate come esposizioni creditizie deteriorate ai sensi della disciplina applicabile agli intermediari creditizi.

Per avvalersi della moratoria, è quindi sufficiente che l’impresa comunichi tale intenzione alla banca. A fronte di questa richiesta, le banche e gli altri intermediari finanziari saranno private della possibilità di valutare autonomamente, in base alla situazione economico-finanziaria del debitore, se acconsentire o meno alla richiesta.

La Relazione illustrativa al Decreto prevede inoltre che la moratoria “non determina un automatico cambiamento della classificazione per qualità creditizia delle esposizioni oggetto delle operazioni di moratoria, salvo che non sussistano elementi oggettivi nuovi che inducano gli intermediari a rivedere il giudizio sulla qualità creditizia del debitore durante il periodo di moratoria” e che, nel periodo di moratoria, “gli intermediari devono fermare il computo dei giorni di persistenza dell’eventuale scaduto e/o sconfinamento”.

Quindi:

  • da un lato l’impresa deve autocertificare di essere in un periodo temporaneo di carenza di liquidità
  • dall’altro la banca, pur prendendone atto, non può variare la classificazione del credito.

Può sembrare un paradosso ma è figlio dell’attuale situazione emergenziale.

 

Sono previste agevolazioni anche per Lavoratori autonomi e liberi professionisti (non iscritti al Registro Imprese) e per i privati.

Beneficiari Vantaggi Condizioni
Micro imprese e PMI È possibile ottenere la sospensione fino al 30 settembre 2020 di tutte le rate o canoni in scadenza prima di tale data, potendo richiedere sia la sospensione totale sia la sospensione della sola quota capitale. La sospensione può essere richiesta per mutui ipotecari, mutui/finanziamenti chirografari, leasing e prestiti non rateali.

Per quanto riguarda le aperture di credito a revoca ed i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti gli importi accordati (sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata) non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020.

L’azienda deve avere dipendenti a tempo indeterminato/determinato non superiore a 250 unità e un fatturato annuo minore di 50 milioni di euro.

L’esposizione debitoria al 17 marzo 2020 non deve essere classificata come deteriorata.

L’azienda deve autocertificare di aver subito una carenza temporanea di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

Lavoratori autonomi e Liberi professionisti Per i lavoratori autonomi e liberi professionisti (non imprese) è possibile sospendere il pagamento delle rate del mutuo con le modalità previste per i lavoratori subordinati e parasubordinati e per un periodo massimo di 9 mesi dal 17 marzo 2020. Il richiedente, in questo caso, deve certificare di avere registrato un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019, a seguito della chiusura o restrizione della propria attività a causa dell’emergenza COVID-19.
Privati Tutti coloro che negli ultimi tre anni hanno subito la perdita del lavoro subordinato (sia a tempo determinato che indeterminato) o parasubordinato, che si trovano in condizioni di non autosufficienza o handicap grave, o in caso di morte di uno dei titolari del mutuo, possono richiedere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo, ai sensi della Legge n. 244 del 24/12/2007 (Fondo di solidarietà) e del D.M. n. 132 del 21 giugno 2010 (Fondo Gasparrini). Se il mutuo è cointestato, tali condizioni possono riferirsi anche solamente ad uno dei cointestatari.

La sospensione del mutuo può essere ottenuta per un periodo complessivo di 18 mesi.

 

Il mutuo deve essere stato contratto per l’acquisto dell’abitazione principale e il richiedente deve essere proprietario dell’immobile.

Il mutuo deve essere di importo erogato non superiore a 250.000 euro e in ammortamento da almeno un anno.

L’immobile deve essere in territorio nazionale e non deve rientrare nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e non deve essere classificato come immobile di lusso.

Il mutuo non deve avere un ritardo nei pagamenti superiore a 90 giorni consecutivi al momento della presentazione della domanda, non deve essere avvenuta la decadenza dal beneficio del termine o altra procedura esecutiva.

 

 

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