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3 Febbraio, 2020

I corrispettivi derivanti dal commercio elettronico sono esonerati dall’obbligo di invio telematico

Devono solo essere annotati nel registro delle operazioni effettuate (articolo 24 DPR n 633/1972) insieme a quello delle fatture eventualmente emesse (articolo 23 dello stesso DPR n 633/72).

 

Ai fini IVA, il commercio elettronico “diretto” (ossia quando tutte le fasi avvengono online) è configurato come prestazioni di servizi.

Il commercio elettronico “indiretto”, che riguarda le cessioni di beni che vengono ordinati e pagati on line ma consegnati fisicamente (off line) all’acquirente, è invece assimilato alle vendite di beni per corrispondenza.

 

Il nuovo obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi:

  • sostituisce la registrazione dei corrispettivi di cui all’articolo 24, primo comma, del decreto IVA (la quale, occorre evidenziare, resta comunque possibile su base volontaria);
  • sostituisce le modalità d’assolvimento dell’obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi, prima declinato attraverso ricevuta fiscale o scontrino fiscale, fermo restando l’obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente.

L’Agenzia Entrate ha però confermato che se l’operazione di vendita si configura come commercio elettronico indiretto, la stessa è assimilabile alle vendite per corrispondenza cui si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2, lettera oo), del DPR n 696/1996, che esonera l’operazione da qualunque obbligo di certificazione, salvo l’obbligo di emissione della fattura se richiesta dal cliente.

Naturalmente, non cambiano le regole in ordine all’esigibilità dell’imposta.

Si evidenzia anche che l’esonero riguarda solo le vendite effettuate per corrispondenza.

Pertanto, nel caso in cui l’impresa effettui anche cessioni in locali aperti al pubblico, tali corrispettivi dovranno essere trasmessi telematicamente, mentre sul registro dei corrispettivi giornaliero (cartaceo) saranno annotati solo i corrispettivi derivanti dalle vendite effettuate per corrispondenza.

 

Nel commercio elettronico diretto, in caso di committente operatore economico è obbligatoria l’emissione della fattura elettronica, ai sensi dell’articolo 22 del DPR n 633/73.

La certificazione dei corrispettivi per le operazioni di commercio elettronico diretto effettuate nei confronti di privati consumatori (c.d. rapporti B2C), è invece comunque assimilabile alle vendite per corrispondenza.

 

I corrispettivi giornalieri delle vendite effettuate con e-commerce (non trasmessi telematicamente) devono essere annotati nel Registro dei Corrispettivi di vendita entro il giorno non festivo successivo a quello di effettuazione dell’operazione e con riferimento al giorno di effettuazione per l’importo comprensivo dell’IVA.

In sede di liquidazione periodica, è necessario effettuare lo scorporo dell’IVA con il metodo matematico ai sensi dell’articolo 27, comma 2, del DPR n 633/1972.

Il calcolo è il seguente: importo comprensivo di Iva / (100 + valore in percentuale dell’Iva) X valore in percentuale dell’Iva.

Esempio: in ipotesi di operazione assoggettata ad IVA al 22% e corrispettivo di 122 euro l’IVA da scorporare si otterrà con la formula: 122 / (100+22) * 22 = 22.

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