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11 Novembre, 2021

Contributo a fondo perduto per le nuove attività

Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia Entrate n. 305784/2021 pubblicato l’8 novembre 2021 si è aperto il canale telematico per la trasmissione delle istanze finalizzate al riconoscimento del contributo a fondo perduto destinato alle imprese “Start-up” di cui all’art. 1-ter del D.L. 22 marzo 2021, n. 41 (Decreto “Sostegni”). Le istanze possono essere presentate fino al 9 dicembre 2021. Il contributo non è rivolto alle sole imprese identificate come Start-up.

A partire dal 9 novembre, e sino al 9 dicembre 2021, i contribuenti che non hanno usufruito contributo a fondo perduto “Sostegni” (art. 1 , commi 1-3, del decreto “Sostegni” D.L. 41/2021), per mancato rispetto del requisito del calo di fatturato nella misura minima del 30% nel confronto tra anno 2020 e anno 2019, potranno presentare istanza per il riconoscimento di un nuovo contributo, a condizione che si tratti di imprese che hanno aperto la posizione IVA nel 2018 ma che hanno comunicato inizio attività al Registro Imprese nel 2019.

Possono beneficiare del contributo a fondo perduto “Start-up” di cui all’art. 1-ter del D.L. 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69:

  • le imprese che hanno aperto posizione IVA dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018;
  • che hanno dato inizio all’attività di impresa nel 2019, circostanza che deve emergere dalle risultanze del registro delle imprese tenuto presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
  • che hanno conseguito ricavi nel secondo periodo d’imposta precedente a quello in corso al 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del decreto “Sostegni” (ovvero, per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, il periodo d’imposta 2019) non superiori a 10 milioni di euro;
  • che non sono incorse in un calo di fatturato / corrispettivi di almeno il 30% nel raffronto tra l’anno 2020 e l’anno 2019.

Si evidenzia il fatto che i contribuenti che hanno aperto la partita IVA nel 2018, e hanno dato inizio attività nel 2019, non possono comunque accedere al CFP “Start-up” laddove il fatturato/corrispettivi del 2020 sia inferiore di almeno il 30% rispetto al fatturato/corrispettivi del 2019. Tali contribuenti, infatti, avrebbero potuto accedere al CFP “Sostegni”.

Restano in ogni caso esclusi dalla possibilità di richiedere il contributo:

  • i contribuenti che hanno cessato l’attività alla data del 23 marzo 2021 (la cessazione dell’attività, in questo caso, deve essere intesa come chiusura della partita IVA);
  • gli enti pubblici di cui all’art. 74 del TUIR;
  • gli intermediari finanziari (banche, assicurazioni ecc.) e le società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del TUIR.

Sono legittimati a richiedere il contributo a fondo perduto, nel rispetto delle condizioni sovra esposte, anche gli eredi che hanno aperto una partita IVA per proseguire l’attività del de cuius, operazione che va eseguita presentando il modello AA9/12, e gli aventi causa di operazioni che comportano una trasformazione aziendale con confluenza del soggetto dante causa nel soggetto avente causa (fusione, scissione, trasformazione da società in ditta individuale e viceversa), operazione preventivamente comunicata con la presentazione del modello AA7/10 o con il modello AA9/12.

Il contributo a fondo perduto riconosciuto agli aventi diritto è di ammontare massimo pari a 1.000 euro.

Successivamente al termine di presentazione delle istanze, l’Agenzia Entrate effettuerà i controlli preliminari sulle domande pervenute.

Terminata questa prima fase di verifica, sarà determinato l’importo complessivo dei contributi richiesti con le istanze che hanno superato i controlli, e tale importo sarà posto a raffronto con il limite di spesa stabilito per la misura, pari a complessivi 20 milioni di euro.

Nel caso in cui l’ammontare complessivo dei contributi relativi alle istanze accolte risulti inferiore al limite di spesa, la percentuale di contributo riconosciuta sarà pari al 100% (ovvero 1.000 euro per ciascun beneficiario); diversamente, l’ammontare riconosciuto sarà inferiore. La percentuale di riparto sarà resa nota con successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Ad avvenuta definizione dell’ammontare del contributo effettivamente spettante, lo stesso potrà essere fruito:

  • in compensazione con modello F24 (codice tributo da definirsi in seguito);
  • mediante accredito sul conto corrente intestato o cointestato al contribuente il cui IBAN è stato indicato in sede di istanza.

L’istanza dovrà essere presentata tramite servizio web messo a disposizione nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia Entrate, direttamente dal richiedente in possesso di credenziali di accesso, tramite un intermediario di cui all’art. 3, comma 3, del D.P.R. n. 322/1998 avente delega di consultazione del Cassetto fiscale del richiedente oppure delega al servizio “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici” del portale Fatture e Corrispettivi.

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